Canarias No Se Vende: Le Isole Canarie Contro le Trivellazioni Petrolifere
Il Governo spagnolo sa da decenni che il petrolio potrebbe esistere sotto le acque profonde delle Canarie — ma l'estrazione sarebbe estremamente difficile, costosa e ambientalmente pericolosa. Nel 2001 il Governo José María Aznar (PP) ha rilasciato i permessi di esplorazione al colosso petrolifero Repsol. Un ricorso legale per mancata Valutazione di Impatto Ambientale ha portato la Corte Suprema a annullare quei permessi nel 2004 — ma Repsol aveva già condotto i test sismici. Il dibattito è stato congelato sotto José Luis Zapatero, con la condizione che nessuna estrazione potesse avvenire senza "consenso nella società canaria".
Nel 2012 il Governo Rajoy ha riattivato i permessi unilateralmente. La società canaria, sostenuta dalle sue istituzioni, si è mobilitata contro quella che era vista come una grave minaccia per il fragile ambiente marino delle isole — e per un'economia turistica che accoglie oltre 12 milioni di visitatori l'anno, attratti in gran parte dalla bellezza naturale dell'arcipelago. Nasce il movimento Canarias No Se Vende.
Cosa era in gioco
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Biodiversità marina: le acque canarie ospitano balene, delfini, tartarughe marine ed ecosistemi costieri unici. Uno sversamento in trivellazioni profonde sarebbe catastrofico e impossibile da pulire.
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Economia turistica: Fuerteventura, Lanzarote e le altre isole dipendono da 12+ milioni di visitatori l'anno — la maggior parte arriva per spiagge, immersioni, parchi naturali. Una piattaforma petrolifera all'orizzonte uccide ciò che i turisti vengono a vedere.
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Approvvigionamento idrico: le isole dipendono da dissalatori. Un mare inquinato significherebbe un'acqua potabile inquinata.
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Pesca locale: la pesca artigianale, già in declino, sarebbe stata cancellata da un'attività industriale.
La mobilitazione civica
Tra il 2012 e il 2014 migliaia di canari sono scesi in piazza a Lanzarote, Fuerteventura, Tenerife, Gran Canaria, La Palma. Comuni, Governo regionale canario, ONG ambientaliste (WWF, Greenpeace, Ben Magec) e associazioni di base si sono uniti. Il movimento ha organizzato:
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Grandi manifestazioni (la più grande a Lanzarote con 30.000+ partecipanti su un'isola di 140.000 abitanti)
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Un referendum simbolico isole-wide nel novembre 2014, con oltre l'80% dei votanti contrari alle trivellazioni
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Petizioni al Parlamento Europeo citando violazioni della Direttiva Habitat UE
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Eventi culturali, documentari, canzoni, programmi scolastici
L'esito
All'inizio del 2015 Repsol ha ufficialmente abbandonato il progetto, citando "mancanza di redditività commerciale" dopo i test esplorativi. Vittoria della società civile: la costa delle isole è rimasta protetta. Il movimento è ancora attivo nel monitorare ogni nuova proposta di esplorazione, e il suo nome simbolico "Canarias No Se Vende" è diventato sinonimo di qualsiasi difesa del patrimonio naturale e sociale delle isole contro pressioni commerciali esterne.


